Dieci anni fa il terremoto nelle Marche e in Umbria

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Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ieri a Colfiorito

Dal nostro inviato Luca Tombesi :)
COLFIORITO
Il 26 settembre del 1997 un tremendo terremoto sconvolge le Marche e
l'Umbria, particolarmente colpiti l'alto Maceratese, il Fabrianese e la
provincia di Perugia, quattro i morti nella nostra regione e danni per
miliardi di euro.
A dieci anni da quel giorno arriva la visita del
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Colfiorito.
L'incontro è stato l'occasione per tracciare un bilancio su quanto è stato fatto nella ricostruzione e su cosa c'è ancora da fare.
Sono intervenuti il presidente della Regione Marche Giammario Spacca, il presidente dell'Umbria Maria Rita Lorenzetti e il sindaco di Foligno Manlio
Marini, erano inoltre presenti le delegazioni dei corpi di protezione
civile capitanati da Guido Bertolaso, i sindaci delle due regioni e il
sindaco di Roma Walter Veltroni.
Dopo il toccante momento del ricordo di quei tragici giorni con la proiezione di un video sul terremoto si sono susseguiti gli interventi del sindaco di Foligno, dei presidenti delle regioni e in conclusione del presidente Napolitano.
Tutti hanno sottolineato il buon lavoro svolto nell'affrontare l'emergenza. La ricostruzione è stata veloce e di qualità: l'85% dei residenti è
rientrato nelle proprie abitazioni e le case sono state edificate
seguendo le più moderne tecniche di costruzione antisismica.
Ovviamente resta ancora molto da fare, su tutto il completamento delle
infrastrutture indispensabili per lo sviluppo di queste zone ma nel
futuro si può essere cautamente ottimisti anche tenendo conto del fatto
che il tanto temuto spopolamento non si è verificato. Anzi in questi dieci
anni la popolazione è addirittura aumentata.
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Comments

Posted by andrea  
on September 28, 2007, 10:19 am
Con i soldi spesi per la ricostruzione ripopolavano pure l'Alaska!
Posted by Matteo Zallocco  
on September 28, 2007, 12:32 pm
In molti hanno vissuto un periodo terribile, ma oggi basta fare un giro per i piccoli centri dell'Alto Maceratese per accorgersi che il terremoto ha portato anche benefici: case ridotte in pessime condizioni prima del terremoto sono state ristrutturate, i paesi hanno rinnovato il loro look. Insomma il sacrificio di alcuni ha giovato a molti.
Posted by   www
on September 29, 2007, 8:58 am
Una mia amica che abita vicino a Gualdo Tadino, abita ancora con la sua famiglia in un prefabbricato di legno. Appunto,l'85% dei terremotati è riuscito a tornare nelle case ristrutturale dopo il sisma.
Posted by Paolo  
on September 30, 2007, 11:43 pm
Caro Andrea, l'Alaska magari dovrà aspettare, ma grazie alla ricostruzione (costata esattamente quanto preventivato) sulle nostre montagne si può continuare a vivere - forse meglio di prima. Speriamo che la prossima volta ci si preoccupi un po' anche degli abitanti di quelle fascinose lande ghiacciate, a cui si insiste a preferire dei banali montanari italiani...
Posted by andrea  
on October 1, 2007, 9:04 am
Come hai ragione Paolo! Sopratutto se si considera che i nostri cari (con quello che ci costano) montanari possono scegliere dove abitare!
Posted by Paolo  
on October 1, 2007, 9:26 am
È vero, finora abbiamo sbagliato politica: bisognerebbe piuttosto aiutarli a vivere in qualche luogo meno soggetto a terremoti, per esempio in Alaska (che così verrebbe anche ripopolata). Del resto non sarebbe una novità: i Savoia, che la sapevano lunga, pagavano il biglietto agli italiani che non avevano altra scelta se non emigrare in Sud America. Sarebbe ora di riprendere quella sana tradizione!
Posted by andrea  
on October 1, 2007, 3:37 pm
Hai capito perfettamente il nocciolo della questione. Siccome non mi piacciono quelli che lanciano il sasso e poi nascondono la mano, l'atavica furbizia di chi ha sempre tutto da guadagnare stomaca al di là delle legittime aspettative. Dire che si è speso il preventivo quando ancora si chiedono risorse mi pare il segno che qualcosa non è andato per il verso giusto. Ma quanti soldi sono stati spesi per sistemare seconde, terze, quarte case, stalle, garage, dependances, baite disabitate, muri di cinta e quanto di più fantasioso ci può essere. Ma questo non si può dire, è peccato, perchè la comunità montana ha dato prova di orgoglio e dignità, contenti loro......


 
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