Macerata è femminile ma non è donna

MACERATA – Perché il presidente della Provincia non si chiama Giulia? Perché il sindaco non si chiama Giorgia? Perché a Macerata il Rettore dell’Università, il presidente di Confindustria, il presidente del Tribunale, il direttore dell’ospedale, il direttore dell’Asur e di tutti gli altri enti più importanti – pubblici o privati che siano – sono uomini? Se in altre zone d’Italia si riesce a trovare qualche donna al potere, nelle Marche e in particolare a Macerata è quasi impossibile. Quasi inimmaginabile visto che il dato non sorprende neppure: ad affidare cariche importanti alle donne non ci si pensa proprio. Viviamo in una città tradizionalista, ancora molto democristiana (basta vedere i risultati, peraltro scontati e quasi obbligati, delle ultime elezioni) e poco all’avanguardia. Una città che va avanti con la filosofia del "chi va piano va sano e va lontano". Una città concreta, che rischia poco e non guarda lontano. In questo contesto cercare una donna al potere è come cercare un ago in un pagliaio. E quando la trovi ti accorgi che non è maceratese. Si chiama Katia Ricciarelli, è nata a Rovigo, vive a Roma, è l’ex moglie di Pippo Baudo e nel 2004 è diventata direttore artistico dello Sferisterio. Un direttore artistico molto discusso, molto criticato (anche giustamente, perché alla fine a parlare sono i numeri) ma comunque innovativo. Un aggettivo, quest’ultimo, che non fa rima con Macerata.

"A scuola c’è la parità, Ma nel lavoro e nella politica si incontrano serie difficoltà. I politici si ricordano delle donne solo al momento di fare le liste, perché sono obbligati". Parole di Barbara Pojaghi - docente universitario ed ex presidente del consiglio comunale - in occasione della festa della donna. Parole sacrosante, che hanno trovato l’ennesima conferma alle recenti consultazioni elettorali dove le candidate erano poche, hanno preso pochi voti, anche perché nella maggior parte dei casi sono state inserite nelle liste solo per fare presenza e per colmare un vuoto. Alla fine solo due donne sono entrate nel consiglio comunale (il candidato sindaco Anna Menghi e Deborah Pantana, di Forza Italia). Due donne su quaranta consiglieri sono poche, troppo poche. Solo due anche i sindaci "in rosa" in provincia: Sabrina Ricciardi a Pollenza e Maria Gabriella Maggi a Bolognola. Per il resto, gli altri 55 comuni maceratesi sono guidati da uomini. Ma l’aspetto più preoccupante è che tutto ciò non sorprende. "Il gentil sesso è ben rappresentato negli enti – si legge in un recente comunicato stampa della Provincia -. In tutto sono 174 le donne che hanno cariche istituzionali o ruoli amministrativi negli enti locali del Maceratese". Senza specificare, però, che questi sono quasi esclusivamente ruoli di secondo piano. E’ vero che il presidente della Provincia Silenzi ha scelto tre assessori donna. Ma quanta libertà di azione hanno? La verità è che bisognava avere delle donne in Giunta e ora ci sono.

Il "gentil sesso" non era presente tra gli assessori comunali della prima Giunta Meschini. Ora ne sono stati aggiunti due, da sei sono passati ad otto, e tra questi figura anche una donna: Federica Carosi, sarà pure brava e competente, ma la verità è che è stata scelta solo perché è donna e bisognava averne una tra gli assessori. Nella nostra città più che una risorsa le donne sono considerate come un problema o peggio come un tassello da inserire nel difficile puzzle della costruzione di una nuova Giunta, o nella vita pubblica in generale. Bisogna poi vedere se alle poche che ci sono viene e verrà data fiducia. Perché il problema è proprio questo: a Macerata molte donne hanno paura di ricoprire cariche importanti, e molti uomini hanno paura ad affidargliele. E farlo solo perché bisogna farlo è ancora peggio che non farlo.

Matteo Zallocco

FOCUS - LA DISOCCUPAZIONE E’ "ROSA"

MACERATA – Alla fine del 2004, nella nostra provincia l’indice di disoccupazione si è attestato al 5,3%, evidenziando una lieve tendenza al rialzo. Una crescita che riguarda soprattutto le donne, visto che – scomposto – dà un valore del 7,3% per le donne e del 3,8% per gli uomini. Il trend, insomma, è negativo, soprattutto sul versante femminile. Siamo quasi tornati ai livelli del 2000 quando l’indice di disoccupazione femminile era pari all’8,7% e quello maschile al 3,8%; nel 2001 le cose migliorarono (5,7% e 2,9%), e ancor più nel 2002 (5,3% e 2,3%), poi è iniziata l’inversione di tendenza. Il problema è che si è fatta sentire fortemente la crisi del comparto calzaturiero, dove molti occupati sono proprio donne, espulse dal lavoro e che difficilmente trovano una nuova collocazione.
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Comments

Posted by giovi  
on May 15, 2005, 1:25 am
Bravo Matteo! mi sei piaciuto!

poche donne nelle istituzioni e parlarne fa comunque notizia!..Ahimè...non credo che Macerata faccia eccezione!
Posted by Andrea  
on May 15, 2005, 1:25 am
La disoccupazione/inoccupazione in Italia ha da sempre avuto una connotazione ben marcata tant'è vero che risulta abbastanza facile individuare il prototipo statistico: il disoccupato in Italia è generalmente giovane, donna, acculturato (ovvero possiede almeno il diploma di scuola secondaria) e meridionale. Quindi la realtà maceratese non fa altro che conformarsi al trend nazionale. L'argomento di discussione della tesi che presentai con il Prof. Ugo Ascoli verteva proprio in questo, l'attivazione di specifiche politiche attive del lavoro per ovviare in maniera significativa sopratutto all'inoccupazione giovanile (il giovane che è alla ricerca della prima occupazione al termine degli studi).
Si individuava l'utilità della concertazione tra mondo del lavoro, sindacati e scuola/enti formativi/università e sopratutto si declarava la necessità di rendere appetibile tra le imprese, l'assunzione dei giovani laureati e non.
Infatti il finanziamento regionale dei progetti di inserimento dei laureati nel mondo delle imprese si inserisce proprio in questa logica.
Posted by Andrea  
on May 15, 2005, 1:26 am
Riguardo al problema della rappesentatività delle donne nella società maceratese concordo pienamente sull'ipocrisia delle candidature coatte tant'è vero che si creano delle vere e proprie storture e discriminazioni al contrario. Leggendo le varie critiche ed osservazioni di sarcasmo feroce di Piero sul mondo femminile maceratese, si ha la sensazione che il problema nasca non solo dalla minima fiducia del genere maschile, ma anche dalla scarsa propensione del genere femminile ad impegnarsi ed assumersi responsabilità che certe cariche richiedono.
Posted by Pis@  
on May 15, 2005, 1:26 am
Premesso che a macerata prima dell'attuale sindaco c'era una donna come sindaco e quindi cariche più alte in comune nn le vedo da assegnare ad una donna, cmq in generale
sta storia delle donne non l'ho mai capita . Parlando in generale, se le donne che vogliono intraprendere una carriera politica sono poche con chi ce la dobbiamo prendere? Mettere un numero di donne obbligatorio a che giova? a mandar su quelle poche che si fanno avanti anche se non competenti o di dubbio valore?
Se c'è qualche donna che vale e si fa avanti penso che possa tranquillamente raggiungere i traguardi che vuole.
Posted by Mariana  
on May 15, 2005, 1:26 am
Grazie Matteo per i tuoi commenti su di me.

Credo che la poca presenza delle donne nella attività lavorativa sia una questione mondiale. Macerata non è la ecessione. Comunque W la differenza!
Posted by Matteo  
on May 15, 2005, 1:27 am
Si,diciamo che Macerata rispecchia la realtà italiana in gnerale e non fa eccezione (ci sono, invece, città dove il trend è diverso).
Per Pisà: lo sai quanto è durata Anna Menghi come sindaco e perché è durata così poco? Forse valere e farsi avanti non basta... A Macerata non ancora...
Su una cosa siamo tutti d'accordo: inserire obbligatoriamente donne in politica non è la soluzione giusta per risolvere il problema.
Posted by pamela  
on May 15, 2005, 1:27 am
ma di mettersi a lavorare non se ne parla??????
Posted by Matteo  
on May 15, 2005, 1:27 am
Pamela in realtà si chiama Paola, è seduta a circa tre metri di distanza da me e sta lavorando, a diferrenza di qualcuno che in questo momento sta scrivendo qui. Ora torno sulle pagine del giornale così nessuno avrà niente da ridire...
Però anche tu Paola, invece di leggere e scrivere con altri nomi perché non ti registri e mi insulti per bene!?
Posted by Mike78  
on May 15, 2005, 1:28 am
Bell'articolo Mattè
io sarei contento di vedere più donne al potere o cmq con delle responsabilità maggiori,proprio per vedere come si comporteranno e per vedere se veramente valgono come noi uomini !!
Posted by Matteo  
on May 15, 2005, 1:28 am
Tu Miché però sei un po' troppo maschilista!
Posted by Matteo  
on May 15, 2005, 1:28 am
Copio e incollo i commenti del sito!

FRANZ: ECCELLENTE!!! Un appello a tutti i lettori: preferite un carattere più grande, più piccolo o va bene così?

STEFY: Bell'articolo!!! Finalmente un minimo di risalto all'argomento che abbiamo trattato di recente nel forum.

PIERO: Così su due piedi direi che le cronache maceratesi so una figata pazzesca... Mattè anche se tra una settimana te stufi grazie lo stesso perché oggi è stata una pure dimostrazione di classe...

DODO: C'è un piccolo errore su una data del "focus", per il resto complimenti Matteo!

GUIDO: Carino ma io abolirei la foto di Matteo col giornale... è troppo ambiziosa, è un po' odiosa sembra un giornalista dell'esperienza di Montanelli
Posted by mariana  
on May 16, 2005, 2:40 pm
Franz
Il carattere va bene cosi!!!!!!
Grazie!
Posted by Ipnocoppu  
on May 17, 2005, 1:35 pm
Non parlerò espressamente del campo lavorativo poichè non ho tanta esperieza per parlarne.
Le marche è una regione di conservatori e di tradizionalisti.
Le donne acquisiranno più potere quando saranno compatte nel volere questa parità sociale. Oggi io non vedo questo volere.
Non pretendo di avere ragione, ma parlo in base alle esperienze che ho avuto. La differenza tra maschi e femmine nei rapporti sociali, non dipende tanto dalla cultura maschile, ma più da quella femminile. Ovvio che io mi sto riferendo ai ragazzi e non agli adulti.
Se i ragazzi sono cresciuti con la mentalità della parità e del rispetto, le ragazze no! O meglio anche loro, ma sembrano che non riescano a gestirla.
Quando la quasi totalità delle ragazze che vedo vuole essere trascinata (in tutto e per tutto), vuole essere comandata e sgravata da molte responsabilità, soprattutto decisionali, come possono poi pretendere di gestire la "parità"? Anzi molte lo dicono espressamente: "la parità è una cavolata e non la vogliamo! L'omo è omo e la donna è donna".
In generale la donna cerca sempre un punto di riferimento, un punto fermo da seguire: l'uomo. E 'stato così per tutta la storia dell'umanità...cambiarlo in pochi anni non è facile!
Se qualcuno mi accusa di maschilismo posso sempre dire che nella mia vita, per un buon 90%, ho incontrato ragazze e donne che vogliono essere "prese" e trascinate. Molte volte perchè solo così riescono a vincere tutte quelle paure che hanno.
Una compagna non si dovrebbe trascinare ma al massimo accompangare. Ma a 25 anni mi rendo conto che questo non è vero.


 
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