Eros a tavola

E da bere? Un Merlot della Topa Nera, prodotto in Toscana a Montecarlo (Lucca). Oppure se preferisce abbiamo un Ficaia. Che strani nomi vero? –però potrebbero essere anche questi i vini consigliati dal sommelier al ristorante. Originali certo, sono alcuni dei piu’ curiosi  tipi di vino prodotti in Italia. E’ quanto emerso da un recente sondaggio che ha coinvolto molti appassionati sommelier. Frutto del lavoro del sito Wine news, uno dei siti d’informazione sul vino piĂą consultati del web, in collaborazione con Vinitaly. Hanno partecipato 9.500 enonauti, a cui è stato chiesto quale fosse il vino dal nome piĂą strano che conoscevano. in Italia vengono prodotti migliaia di vini diversi, e ogni anno ne nascono di nuovi. Ecco allora come si spiega la scatenata fantasia di produttori ed esperti di marketing, che devono ingegnarsi per trovare nuovi e fantasiosi appellativi. La categoria “nomi erotici”, con riferimenti espliciti o solo allusivi prolifera: ecco allora che accanto al Merlot della Topa nera troviamo la Passera delle Vigne, Scopaio, Baciami Subito, Bricco dell’Uccellone, o vitigni come il Nero di Troia, la Passerina, il Pelaverga.
La fantasia erotica dei produttori, non riguarda solo il settore enologico. Non siamo dovuti andare troppo lontano per trovare  immortalati due prodotti locali dai nomi curiosi  nella  vetrina di uno dei negozi  piu' conosciuti di specialitĂ  gastronomiche a Visso (MC). 
In bella mostra tra prosciutti tascabili, perchĂ© ricavati da un tocco della coscia di maiale insaccato in un budello dello stesso animale, abbiamo trovato salumi dai nomi curiosi. Forma ovoidale e sono legati a coppia, forse ricordano i testicoli del prezioso equino,da qui il nome:coglioni di mulo. Il salume è composto da un budello ripieno di carne di maiale magra macinata molto fine, con all'interno una barretta di lardo aromatizzato (lardello) che oltre a mantenere la circostante carne magra  umida e fragrante, conferisce alla stessa un caratteristico sapore. Cosi' preparato, viene poi legato con un grosso spago che lo divide in quattro spicchi e successivamente lasciato appeso in stagionatura come un qualsiasi salume per circa quattro mesi. Alcuni usano consumarlo dopo averlo tenuto immerso nel vino rosso per due giorni.  Le palle di nonno sono salumi e insaccati nati nella zona di Norcia.


               SpecialitĂ  gastronomiche in vetrina a Visso (MC).

I nomi boccacceschi degli insaccati alludono probabilmente anche all'antica attivitĂ  dei norcini e castrini, mestieri antichi un tempo molto diffusi anche tra le dolci colline maceratesi. I prodotti animali che si ricavavano dall'attivitĂ  dei castrini, erano  impiegati in cucina. D'altra parte i testicoli  di alcuni animali, da tempi immemorabili  entravano in cucina ed erano ritenuti addirittura stimolanti. In Asia si dice che preferiscono quelli di scimmia, in America quelli di toro, in altri paesi quelli di agnello o caprone. Negli Stati Uniti vengono chiamati Rochy Mountains oysters cioè ostriche di montagna e  ben tagliati e cucinati, non sembrano quello che sono.

            
                                  Piatti scozzesi da recuperare.

Riconoscereste per esempio gli ingredienti di questo piatto? Probabilmente no, si tratta di una specialità che si sta rivalutando in Scozia. Sono testicoli ovini e bovini. In ogni caso forse è meglio se non si rivela la vera natura degli ingredienti agli invitati soprattutto se di sesso maschile. Non si sa mai che reazione potrebbero avere. Paese che vai usanza che trovi...
E dalla redazione di Cronache Maceratesi lanciamo un appello, conoscete altri prodotti  alimentari o ricette a cui sono stati dati  nomi curiosi simili a quelli di cui abbiamo parlato? Segnalateli alla redazione.

 
  
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Comments

Posted by mariana  
on November 24, 2005, 8:18 pm
Qui c'è un dolce chiamato "bola de fraile" (palle da frate), e scherzando se lo chiama "suspiro de monja" (sospiro di monaca).
Posted by giovi  
on November 25, 2005, 8:04 am
Grazie Mariana, farò un aggiornamento!! aspettiamo altri input!!
Posted by   www
on November 25, 2005, 10:26 am
Sul versante femminile, c'è da segnalare l'uso delle mammelle bovine in Val d'Aosta. il prodotto si chiama Teteun - Valle d'Aosta
E' ottenuta dalla salmistrazione delle mammelle bovine. Dopo essere state incise in diversi punti, le mammelle fresche vengono appese in modo da permettere la fuoriuscita dell'eventuale latte residuo.Si procede quindi alla lavorazione alternando, in specifici contenitori, strati di Teteun con foglie di salvia, alloro, rosmarino, bacche di ginepro, spezie e sale. .....

Posted by andrea  
on November 25, 2005, 10:32 am
Invito tutti ad un assaggio dei cojon de mules con un sorso di Ficaia d'annata. Il risultato è garantito...
Posted by Franz  
on November 25, 2005, 11:09 am
Bene! Ora so che cosa evitare quando andrò in Scozia.


 
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