Una ragazza della porta accanto a Etsy

Che Mariana e Paula vendono i loro prodotti artigianali Etsy ormai lo sapete da tempo. Etsy non è solo un sito bello da navigare dove  si vendono degli oggetti fatti a mano, è anche un aggregatore sociale dove poter trovare artigiani da tutto il mondo... e perchĂ© no? anche di Macerata. Ma quanti maceratesi possiamo trovare a Etsy? Per ora solo una... e lei ::sämyii::!



Si tratta di Diana, una ragazza di 24enni, che abita a Macerata City,  è iscritta al  II livello in Grafica, all'Accademia di Belle Arti di Macerata, come tanti studenti sta preparando la sua tesi finale. Diana esprime la sua creativitĂ  creando degli oggetti coloratissimi e oggi ci racconta non solo delle sue passioni, ma anche della cittĂ  in cui vive.....



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Cartoline da Montelago. Dall'A alla V, in ordine sparso

 Cartoline da Montelago Celtic Night 2008. Cosa porta migliaia di giovani a indossare il gonnellino e a trasferirsi in massa alla notte celtica? Aspiranti Highlanders insomma.

M come Montelago Celtic Night e Musica ovviamente, ogni anno l'evento è un richiamo anche per gli appassionati che assistono ai concerti delle band. Il festival, inizia già dalla mattina con l’arrivo delle prime tende.

A come altopiano, logisticamente la sede vocata per un raduno del genere, quest’anno si è svolto a Colfiorito.

B come Birra, ne scorre parecchia tra i ragazzi. In fondo la birra è considerata la bevanda dei Celti, no? B  come baby park, in funzione quest'anno sull'altipiano. B anche come barbecue, dare da mangiare agli affamati! il barbecue è un vero rito irrinunciabile per tutti i partecipanti.

C come cinghiale, nel menĂą degli stand gastronomici.
C anche come coroncine, in vendita negli stand dell'area artigianato, insieme a mollettoni e altri ciaffi di plastica.



D come Divertimento, a contatto con la natura.



F come fascino dell'uomo celtico, alto, possente, barbuto, anche se solo per una notte!



G come giochi, quali? i giochi celtici ovviamente.

I
come Infopoint, un punto di riferimento per le migliaia di persone che hanno affollato la manifestazione e dove si prendevano le iscrizioni ai giochi e si compravano maglie e cd. Loro anche l'idea del baby-parking.
I anche come idromiele, non solo birra insomma.

L
come lancio del tronco, lo sport preferito dai partecipanti. Nelle gare sono presenti due categorie. Gli Highlanders con lancio del Tronco da 3 metri e le Ladies, tronco da 1,8 metri.



N come novità. Nello spazio centrale dell’altopiano di Colfiorito, proprio nel cuore della festa, quest’anno è stato allestito un accampamento storico dove decine di figuranti in costume hanno dato vita ad uno spaccato dei tradizionali villaggi celtici. Strutture in legno e tende come alloggi e rappresentazione di alcuni momenti di vita quotidiana quali la sartoria, la colorazione delle stoffe, la preparazione dell’idromele, il manufatto di gioielli, la cucina, la preparazione della battaglia, ecc.

K come kilt, sembra che in molti non rinuncino a indossarlo, con questi risultati.Si racconta di molte madri che si sono viste requisire kilts (immersi nella naftalina) dai propri figli.



P come pietra, dimenticavamo che anche il lancio della Pietra è una delle attrazioni di Montelago Celtic Night.


S come strumenti musicali celtici dalla cornamusa scozzese all’arpa celtica. S stanchezza, quella che colpisce tutti i partecipanti,complici le poche ore di sonno magari passate con il suono delle cornamuse nelle orecchie.

T come tempo metereologico, una vera incognita, viste le esperienze degli ultimi anni. T come tende, uno spettacolo vederne migliaia da lontano.

V come Varnelli. E chi ha detto che si beve solo birra? Da uno stand l'azienda di Muccia elargiva cicchetti e correzioni di birra e anice, una combinazione da saggiare nel prossimo autunno magari a temperature meno infuocate?

Grazie a Emanuela- alias Alzata con Pugno, per le foto.

Cenone di mezza estate

Leggi ogni tanto il nostro blog Cronache Maceratesi?

Ti affacci al Forum perchè ci trovi sempre qualcosa di interessante da leggere?

Allora potresti partecipare alla prossima cena che stiamo organizzando. Sarà a Porto Recanati, venerdì 1 agosto, presso la pizzeria-ristorante "Da Fiore".

Se pensi di poter venire facci sapere nei commenti o scrivi qui. Ti aspettiamo!

Nella foto, il tramonto che ho catturato un anno fa proprio a Porto Recanati.

Caldarola, la targa di Garibaldi ha 100 anni



Il medaglione in ricordo di Giuseppe Garibaldi, posto su una colonna al centro del Palazzo Pallotta a Caldarola, ha compiuto un secolo. L’anniversario è passato in sordina probabilmente non per revisionismo storico. L’inaugurazione solenne si svolse domenica 12 luglio 1908. Ricordando l’evento, incontreremo anche noti personaggi d’inizio Novecento nel Maceratese. Nel settembre 1907 per promuovere l’iniziativa si formò un comitato composto di liberi pensatori laici e repubblicani. L’ing. Filippo Amici, progettista del locale teatro, che si batté poi per la lapide in onore di Giordano Bruno, fu presidente. Il sergente garibaldino M° Antonio Buscalferri rivestì l’incarico di vice presidente. Quel giorno, la cittadina apparve, come si direbbe in gergo navale, pavesata a festa. Bandiere, arazzi e strisce di carta di vario colore erano stati affissi sui palazzi e lungo le vie, a cura del decoratore Raffaele Santilli, segretario del comitato. La targa di marmo e bronzo fu opera del giovane scultore maceratese prof. Giuseppe De Angelis, mentre il testo dell’epigrafe fu scritto dall’ing. F. Amici. Il ricordo marmoreo con il proclama “O Roma o morte” costò la somma di 400 lire, donata da 565 cittadini. Allietarono l’evento varie bande musicali e fanfare, tra cui la “Giuseppe Verdi” di Tolentino, diretta dal maestro Umberto Nicoletti. Il corteo sfilò dal fondo di viale Umberto I fino a piazza Vittorio Emanuele II, dove alle ore 11,00 si svolse lo scoprimento della targa. Parlarono l’oratore Otello Masini, assessore repubblicano di Firenze, e l’avvocato caldarolese Vincenzo Amici, raccogliendo il plauso dei presenti. Parteciparono anche il sindaco di Camerino avv. Torquato Sartori e quello di Tolentino avv. Giovanni Bezzi. I festeggiamenti in onore dell’eroe dei due mondi proseguirono nel salone municipale, dove ebbe luogo un banchetto popolare cui parteciparono 150 commensali. Alle ore 16,00 nel teatro condominiale si svolse la conferenza tenuta dall’on. Lamberto Antolisei, deputato socialista di Macerata e grande oratore, il quale rievocò l’immagine di Garibaldi, figura di spicco dell’Ottocento a livello internazionale. Salirono sul palcoscenico i rappresentanti di 62 associazioni e 45 garibaldini in divisa, tra i quali il Ten. Rolando Valle, il S.Ten. Felice Fabi, entrambi di Camerino, e il sergente conte Aristide Gentiloni Silverj di Tolentino, appassionato studioso di storia e archeologia (a lui è intitolato il Museo Civico Archeologico tolentinate). Un membro del comitato organizzativo lesse i numerosi telegrammi e le adesioni giunte da tutta Italia e dall’America Settentrionale e Meridionale. L’evento commemorativo fu molto sentito; durante le guerre d’indipendenza ben tredici caldarolesi avevano militato nelle file garibaldine. La targa con il bronzeo profilo è stata restaurata da Ilio Montanari nell’autunno del 2007.

Concludo con una curiosità inedita. Anita, (Aniña Ribeiro Da Silva) era nata a Laguna nello stato di Santa Caterina in Brasile. Garibaldi la incontrò nel 1839 quando lei aveva diciannove anni e la sposò nel marzo del 1842. Gli abitanti delle città vicine, per scherzo, dicono che l’unico “grand’uomo” di Laguna è Anita Garibaldi.

Eno Santecchia



A Tolentino. Fiabe all'opera in giardino


In ogni vita c’è un po’ di fiaba……

In Fiabe all’opera, di cui avevamo già scritto due anni fa, Aida, Turandot e Pamina (de “Il flauto Magico”) scendono dal palcoscenico dei grandi teatri per diventare le eroine del fantastico mondo delle fiabe per accompagnarvi alla scoperta dell’opera e della musica classica.
“Fiabe all’opera”, ora approda al “Giardino letterario” in svolgimento a Tolentino. Grazie all'autrice, Alessandra Pierini, le eroine delle opere classiche prenderanno vita in una lettura animata che riserverà belle sorprese. Tutti i bambini e tutti gli adulti che hanno ancora voglia di sognare sono invitati a partecipare. Vi aspettiamo domenica 27 luglio 2008 alle ore 19,30 nel giardino della Biblioteca di Palazzo Fidi a Tolentino.

Qui il programma della manifestazione tolentinate.


Gli incontri di Blu Mouse

Cosa c'è di nuovo in Ancona? ci sono i Sabati di Blu Mouse. Domani mattina si terrĂ  il secondo appuntamento, il tema di domani sarĂ : Diventa editore di te stesso: col blog si può. Si comincerĂ  alle ore 9.30 al Blu Mouse Computer di Ancona con un pubblico in carne ed ossa e in video conferenza via Mogulus ci saranno alcuni esperti del settore. Marco Traferri, il podcaster-man e molto altro, come sempre modererĂ  l'incontro. Tra i relatori ci saranno:  Luca Lorenzetti, Vittorio Pasteris, Gaspar Torriero, Matteo Marchellie Daniele Minotti.

In videoconferenza da Milano ci sarĂ  Enrica Garzilli, docente di discipline orientali (Delhi, Harvard, Perugia, Macerata), presidente dell’Asiatica Association, autore di numerosi volumi e articoli specialistici fra cui un libro sulla politica fascista in Oriente. Enrica è una blogger molto seguita, la trovate su  Orientalia4All.  Ho scoperto che Enrica è la curatrice del primo blog italiano dedicato alla figura di Giuseppe Tucci considerato uno dei massimi studiosi occidentali delle culture asiatiche di tutto il Novecento

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Nato a Macerata nel 1894, Tucci fu attratto sin da giovane dalle civiltĂ  antiche. Parlava oltre a quattro lingue europee anche alcuni dialetti tibetani. Tucci, durante le sue esplorazioni,  si spinse in regioni che pochi europei avevano visto, raccolse documenti, libri antichi e oggetti rituali. Nella foto lo vediamo in Tibet in occasione di uno dei suoi viaggi.

Se domani non potrete passare da Blu Mouse in Ancona, potrete seguire tutto via web.



Incontro con il pittore Philippe Artias

 Philippe Artias e Lydie Bouga

Due pittori, il francese Philippe Artias e il maceratese David Giovannini, si incontrano un giorno a Caldarola. Eno Santecchia ci racconta....

 Nell’aprile 1977 David Giovannini, impaziente d’imparare e giĂ  preso dall’inquietudine degli artisti, era studente dell’Accademia di Belle Arti maceratese. Alla guida della sua Citroen Dyane 6 azzurra, da Tolentino, si recò a far visita al pittore francese Philippe Artias. Il maestro, esponente di primo piano della "Nouvelle Ecole” di Parigi, allora 65enne, viveva in contrada ColcĂą 5 di Caldarola. Con poche pennellate Giovannini ci affresca quell’incontro, senz’altro emozionante e gratificante allo stesso tempo. “Avevo il desiderio di ascoltare un parere sulle mie opere di quel periodo in cui frequentavo l’Accademia con il maestro Remo Brindisi. Seppi che Artias viveva in una casa isolata a Caldarola, telefonai chiedendo un appuntamento. Artias mi rispose, con gentilezza e con entusiasmo, che potevo andare quando volevo. Un giorno, presi alcuni dei miei quadri di un genere di pittura affine alla sua (ricerca di colore con un’espressione tonale, una pittura piatta, grigia un po’ morandiana) e mi recai a fargli visita. La sua casa era un rifugio, una sistemazione quasi bohemienne, piena di pace e di serenitĂ  che portava a una proficua creativitĂ . Ammirai e in seguito sognai quell’ambiente consono al mio modo di vivere a contatto con la natura e volto a ottenere la massima concentrazione. Appena mi ricevette nella sua abitazione-studio mi mostrò tutta la sua vecchia e recente produzione, illustrandomi dettagliatamente il contenuto e la tecnica di ogni opera. Grandi tele erano collocate nella stanza da letto, nell’ingresso, nel soggiorno e addirittura in cantina, dove lui dipingeva. Mi trovai di fronte un uomo signorile, molto sensibile e curioso che mi mise subito a mio agio. Si entusiasmò vedendo il mio interesse per la sua pittura; notai la sua impazienza e curiositĂ  per vedere i miei quadri. Dopo aver visto sì grandi opere, mi sentii a disagio confrontandole mentalmente con le mie. Invece non mi fece pesare affatto la sua esperienza, invitandomi ad appoggiare i miei dipinti uno vicino all’altro, prima alla luce solare e poi, entusiasta, mi fece accomodare nel soggiorno. Chiamò la sua donna per un parere. Scese dal piano superiore e comparve nello studio una bella donna trentenne, alta, dai capelli lunghi biondi; dal suo esprimersi notai che proveniva dai paesi dell’est europeo. La donna s’inseriva molto spesso nei pareri di Philippe, seppi poi che era una grande critica d’arte. Notai che tra di loro c’era una profonda intesa e le loro opinioni collimavano. Il parere di Artias fu talmente positivo, come del resto quello della sua convivente; si entusiasmarono e mi fecero seri incoraggiamenti. Artias mi trattenne piĂą di un’ora dandomi dei consigli e portandomi continuamente su e giĂą dallo studio al soggiorno e alla camera da letto che si trovavano su piani diversi, facendo delle correlazioni tra la sua opera e la mia. Mi sembrò di assistere a una lezione accademica. Fui veramente colpito dalla loro competenza e sinceritĂ ; i loro elogi mi riempirono di un entusiasmo e di una gioia immensi. I suoi consigli e gli insegnamenti del maestro Remo Brindisi e del grande Pietro Annigoni che avevo conosciuto a Ponte Buggianese (PT), intento ad affrescare una chiesa, mi sono stati molto utili negli anni a completare la mia esperienza artistica. Rividi Philippe Artias e la sua compagna in alcune mostre, furono curiosi e mi rivolsero varie domande sulla mia attivitĂ  artistica e sul proseguimento della professione”.

Dopo qualche anno anche David Giovannini si creò il suo rifugio-bottega d’arte nella frazione Aschio di Visso, dove tuttora prosegue la sua attività. Dopo trentasei anni di carriera l’artista continua a sperimentare varie tecniche: affresco con relativo strappo, acqueforti, acquetinte, litografia su pietra, curando personalmente la stampa. Ecco una delle sue opere.

Con l’attività pittorica si conclude il suo linguaggio artistico. Ottiene eccellenti consensi di pubblico e di critica e le sue opere sono esposte nelle migliori pinacoteche d’Italia e a Cracovia in Polonia.

Eno Santecchia



A Potentia: a scuola di archeologia

-Per tutti quelli che non sanno che la Vallata del Potenza, è una delle aree archeologiche più interessanti delle Marche,

-Per tutti quelli che non sanno che a Sud dell’attuale centro abitato di Porto Recanati, un tempo sorgeva una colonia romana

-Per tutti quelli che non conoscono Potentia

-Per tutti quelli che non sanno che Potentia fu realizzata tenendo conto della conformazione della valle e nei dieci anni successivi alla sua fondazione, grazie al censore romano Fulvio Flacco, vedeva realizzate numerose opere importanti quali un tempio dedicato a Giove, l’acquedotto, la rete fognaria, le mura di cinta a pianta quadrata ed il Foro con le botteghe.

-Per tutti quelli che non sanno che durante gli scavi sono stati rinvenuti numerosi reperti: dai corredi funerari ritrovati nella zona della necropoli, alle iscrizioni e alle statue in marmo.

-Per tutti quelli che non sanno che l’area archeologica è stata dotata di un’aula didattica, in cui è possibile prendere lezioni concernenti la storia della città e le metodologie di scavo, previa richiesta da inoltrare al Comune di Porto Recanati o alla Soprintendenza Archeologica delle Marche.

-Per tutti quelli che non sanno che grazie ai volontari dell’associazione Archeoclub locale, da maggio a settembre, l’area sarà visitabile il pomeriggio, durante i weekend, ecco qualche immagine scattata negli ultimi giorni.


Created with Admarket's flickrSLiDR. Grazie ad Andrea Bianchi per le foto.

A Gualdo, tra formaggi e gelati presidi(ati)

Gualdo è il borgo del maceratese che da numerosi ani ospita la XII edizione di "Formaggi d'Autore": mostra Mercato dedicata alle eccellenze della tradizione casearia italiana. Formaggi d'Autore, è promossa dall'Associazione Gualdo Terzo Millennio, in collaborazione con Slow Food Marche. Domenica ho fatto un giro in paese e tra gli stands. Mentre mi avvicinavo a Gualdo, le frecce mi preannunciano che ci sarebbe stato anche il gelato dei presidi Slow Food di cui avevo sentito giĂ  parlare. Non troppo bene per la veritĂ . Sono gelati distribuiti da Slow Food, griffati con la chiocciolina ma prodotti dalla azienda torinese Menodiciotto. Il totem mi ha indicato tutti i gusti disponibili del gelato, erano Vaniglia di Mananara, Pesca tardiva di Leonforte, il Pistacchio di Bronte, Fragola di Ribera, mandarino di Canciulli, cacao nacional (Ecuador), non il solito limone ma il limone sfusato d'Amalfi. NovitĂ ! c’era anche il gusto parmigiano da assaggiare con il gusto pere.  Alla fine ho scelto il gusto caffè e cacao. Niente di entusiasmante, ma è buono pulito e giusto come sostiene il fondatore Carlo Petrini e una percentuale della somma spesa è destinata alla Fondazione Slow Food per la BiodiversitĂ  - ONLUS. Insomma non mangi solo un gelato, devi pensare che stai sostenendo un presidio e i produttori di qualche regione lontana. In fondo Carlo Petrini è stato inserito dal quotidiano inglese The Guardian nella lista dei 50 uomini che potrebbero salvare il pianeta, Il Time lo ha incluso tra gli eroi del nostro tempo. Mi sono detta: Giovi: Stai facendo una cosa buona, pulita e giusta, non pensare ai 2,50 euro della coppetta di plastica. Peccato che l'azienda torinese di gelati Meno 18 però sul sito non riporti dati e notizie sul gelato dei Presidi.

Tra le bancarelle, non mancavano i libri della Slow Food.

Non mancava il cibo da strada, olive all’ascolana e pecorino fritto.

Troppo presto per la degustazione guidata, mi sono avviata lungo il vialetto per vedere le bancarelle, sembrava di essere alle solite sagre di paese tra ciauscoli e fiaschetti di vino cotto. Cosa ho imparato? che a Mogliano c’è un produttore di mozzarelle di bufale, ma il produttore aveva poca voglia di parlare. Vicino c’era un venditore di Colmurano con i suoi insaccati e salumi, tra cui anche la liquirizia di maiale, mai provata? Tra gli altri anche qualche produttore locale burlone che proponeva il pecorino dei Sibillini in versione afrodisiaca.

Sono tornata indietro tra gli stand dei produttori i cui formaggi erano inclusi tra i presidi Slow Food come Caciofiore della campagna romana, Pecorino Bagnolese,Fiore Sardo dei pastori, Canestrato di Castel del Monte e Pecorino di Farindola.
Perfino il marcetto abruzzese era proposto in veste afrodisiaca. PerchĂ© il produttore non mi ha specificato come è prodotto? E che la fermentazione è effettuata dalle larve di una mosca? l'ho scoperto solo a casa dopo aver letto in rete informazioni su come viene ottenuto. Ecco qualche scatto tra gli stands di Formaggi d'autore.


Created with Paul's flickrSLiDR.

"Le onde elettromagnetiche non fanno male". Sicuri?

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Ne avevamo giĂ  parlato qui.

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Riflessioni (amare) sull'assemblea del 19 maggio sui ripetitori di telefonia mobile

di Gianfranco Cerasi.

Partiamo dall’assunto che anche un asciugacapelli oppure una tostapane ed anche quando parte la centrifuga di una lavatrice ci sono emissioni di onde elettromagnetiche.
Figuriamoci le onde che vengono generate dall’antenna per la telefonia cellulare.
Ci sono diversi parametri per calcolare/valutare le emissioni di onde ed i rischi per la salute, ma il più importante (come ci è stato illustrato lunedì 19 maggio nel corso dell’assemblea pubblica sul regolamento ed autorizzazioni installazione antenne-ripetitori telefonia mobile) sembrerebbe essere quello dei “volt/metro” che è l’unità di misura per calcolare il campo elettrico il quale non ha un’unità di misura dedicata.
Il limite, per le nuove installazioni di antenne per la telefonia, dovrebbe contenersi per legge entro i 6 volt/metro (dentro gli edifici abitati).
In pratica in una determinata zona la somma di tutte le emissioni (generate da tutte le antenne presenti) non dovrebbe superare complessivamente la soglia dei 6 volte/metro: se in una determinata zona c’è già (per ipotesi) un campo elettrico di 5 volt/metro se si installano nuove antenne per i cellulari la somma complessiva di potenza erogata di tutte queste nuove antenne non dovrebbe superare 1 volt/metro.….
Fin qui la spiegazione della legge che, essendo in Italia, ha poi una serie infinita di eccezione, esclusioni, dispense e deroghe per cui di fatto il Comune (ci dicono) può fare ben poco.
Poiché le antenne per la telefonia sono di “interesse pubblico” se un gestore (nonostante la città di Macerata sia praticamente tutta coperta, frazioni incluse) chiede l’innalzamento di nuove antenne c’è poco da fare (ed infatti a Macerata se ne prevedono oltre 15 nuove)…
O meglio ci sarebbe qualcosa da fare se, come molti degli intervenuti all’assemblea hanno fatto rilevare, non ci fossero forti interessi economici in gioco: insomma se c’è da generare profitto la salute dei cittadini non è in discussione, si rovina e basta!
L’assemblea, come tutte le precedenti già fatte, non voleva raggiungere lo scopo di interagire con il cittadino, di ascoltare le giuste richieste, di trovare assieme soluzioni concordate… L’assemblea pubblica, è sembrato a molti (alcuni dei quali hanno abbandonato la riunione molto presto) che fosse soltanto un pretesto per “salvare l’anima” all’amministrazione: nessuno domani (quando saremo infestati da antenne) potrà dire che non ci siamo spesi sul territorio…
I gestori giustificano queste ulteriori antenne con il fatto che tanti clienti serberebbero chiedere un servizio migliore, da qui la necessità di nuove antenne per coprire meglio un territorio che, a detta di molti intervenuti all’assemblea (cioè tutti clienti dei diversi gestori poiché tutti con il cellulare), era già abbondantemente e sufficientemente coperto, visto che i telefonini funzionano benissimo in tutta la città…
Singolare poi la spiegazione per cui Vodaphone (chiamata ancora dal tecnico dell’ARPAM con il suo vecchio nome di Omitel) non potrebbe mettere un’antenna nella zona della Chiesa di San Giorgio: poiché già c’è un antenna radio (Radio Maria? ) che emette onde per 5,5 volt/metro non si da l’autorizzazione poiché la teorica somma delle onde emesse (tra l’antenna radio e quella del cellulare) probabilmente supererebbe la soglia dei 6 volt/metro.
Cioè par di capire che l’antenna che vorrebbe mettere la Vodaphone sia ben superiore allo 0,5 volt/metro limite massimo per quella determinata zona.
Ma se, come sempre ha detto il tecnico dell’ARPAM, a Santa Lucia la mostruosa ed enorme antenna installata (a pochi metri dall’Asilo e dall’Ospedale) genera “soltanto” 0,3 volt/metro ci domandiamo che razza di antenna mostruosa e grandissima avrebbero voluto installare quelli della Vodaphone a San Giorgio per superare la soglia complessiva dello 0,5 volt/metro???
Ovviamente (come nel caso dell’assemblea di lunedì) quando poi si passa volutamente e scientemente a dare delle spiegazioni squisitamente tecniche (ad un pubblico non tecnico) ovvio che alla fine ci può anche scappare la certezza che Gesù Cristo non sia morto in Croce ma di freddo…
I relatori sono stati tutti concordi nell’affermare che a Macerata tutto è sotto controllo, tutto è regolare, tutto è sicuro (nonostante il fortissimo scetticismo di quasi tutti i partecipanti all’assemblea).
Di più. Il tecnico dell’ARPAM ha assicurato che la stragrande maggioranza della comunità scientifica è concorde dell’affermare che l’esposizione alle onde elettromagnetiche non sembrerebbe nociva e che le eventuali patologie che, in determinati casi, si possono riscontrare (tumori, leucemie, angiomi, neoplasie, ecc.) non sono legate alle onde elettromagnetiche.
Come vorremmo essere certi come ne era certo il tecnico dell’ARPAM che le onde elettromagnetiche non fanno male!
E come vorremmo che il tecnico mettesse nero su bianco, in modo da poter contestare poi in tribunale la cosa, tutte le rassicurazioni che ci ha dato.
Note dal margine: non serve (come non è servito in passato) raccogliere le firme contro l’installazione di nuove antenne, così come non serve a nulla protestare: nell’ignavia del l’Amministrazione Comunale i gestori di telefonia mobile (nonostante le leggi che ci sono, i vincoli, gli obblighi e gli impegni) hanno sempre fatto come gli pare e continueranno a fare come gli pare.
Ne riparleremo, purtroppo, semmai tra una ventina di anni quando aumenteranno anche a Macerata i casi di linfoma, neoplasie, malattie nervose….

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