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Allora potresti partecipare alla prossima cena che stiamo organizzando. Sarà a Porto Recanati, venerdì 1 agosto, presso la pizzeria-ristorante "Da Fiore".
Se pensi di poter venire facci sapere nei commenti o scrivi qui. Ti aspettiamo!
Nella foto, il tramonto che ho catturato un anno fa proprio a Porto Recanati.
Il medaglione in ricordo di Giuseppe Garibaldi, posto su una colonna al centro del Palazzo Pallotta a Caldarola, ha compiuto un secolo. L’anniversario è passato in sordina probabilmente non per revisionismo storico. L’inaugurazione solenne si svolse domenica 12 luglio 1908. Ricordando l’evento, incontreremo anche noti personaggi d’inizio Novecento nel Maceratese. Nel settembre 1907 per promuovere l’iniziativa si formò un comitato composto di liberi pensatori laici e repubblicani. L’ing. Filippo Amici, progettista del locale teatro, che si batté poi per la lapide in onore di Giordano Bruno, fu presidente. Il sergente garibaldino M° Antonio Buscalferri rivestì l’incarico di vice presidente. Quel giorno, la cittadina apparve, come si direbbe in gergo navale, pavesata a festa. Bandiere, arazzi e strisce di carta di vario colore erano stati affissi sui palazzi e lungo le vie, a cura del decoratore Raffaele Santilli, segretario del comitato. La targa di marmo e bronzo fu opera del giovane scultore maceratese prof. Giuseppe De Angelis, mentre il testo dell’epigrafe fu scritto dall’ing. F. Amici. Il ricordo marmoreo con il proclama “O Roma o morte” costò la somma di 400 lire, donata da 565 cittadini. Allietarono l’evento varie bande musicali e fanfare, tra cui la “Giuseppe Verdi” di Tolentino, diretta dal maestro Umberto Nicoletti. Il corteo sfilò dal fondo di viale Umberto I fino a piazza Vittorio Emanuele II, dove alle ore 11,00 si svolse lo scoprimento della targa. Parlarono l’oratore Otello Masini, assessore repubblicano di Firenze, e l’avvocato caldarolese Vincenzo Amici, raccogliendo il plauso dei presenti. Parteciparono anche il sindaco di Camerino avv. Torquato Sartori e quello di Tolentino avv. Giovanni Bezzi. I festeggiamenti in onore dell’eroe dei due mondi proseguirono nel salone municipale, dove ebbe luogo un banchetto popolare cui parteciparono 150 commensali. Alle ore 16,00 nel teatro condominiale si svolse la conferenza tenuta dall’on. Lamberto Antolisei, deputato socialista di Macerata e grande oratore, il quale rievocò l’immagine di Garibaldi, figura di spicco dell’Ottocento a livello internazionale. Salirono sul palcoscenico i rappresentanti di 62 associazioni e 45 garibaldini in divisa, tra i quali il Ten. Rolando Valle, il S.Ten. Felice Fabi, entrambi di Camerino, e il sergente conte Aristide Gentiloni Silverj di Tolentino, appassionato studioso di storia e archeologia (a lui è intitolato il Museo Civico Archeologico tolentinate). Un membro del comitato organizzativo lesse i numerosi telegrammi e le adesioni giunte da tutta Italia e dall’America Settentrionale e Meridionale. L’evento commemorativo fu molto sentito; durante le guerre d’indipendenza ben tredici caldarolesi avevano militato nelle file garibaldine. La targa con il bronzeo profilo è stata restaurata da Ilio Montanari nell’autunno del 2007.
Concludo con una curiosità inedita. Anita, (Aniña Ribeiro Da Silva) era nata a Laguna nello stato di Santa Caterina in Brasile. Garibaldi la incontrò nel 1839 quando lei aveva diciannove anni e la sposò nel marzo del 1842. Gli abitanti delle città vicine, per scherzo, dicono che l’unico “grand’uomo” di Laguna è Anita Garibaldi.
Eno Santecchia

Cosa c'è di nuovo in Ancona? ci sono i Sabati di Blu Mouse. Domani mattina si terrà il secondo appuntamento, il tema di domani sarà : Diventa editore di te stesso: col blog si può. Si comincerà alle ore 9.30 al Blu Mouse Computer di Ancona con un pubblico in carne ed ossa e in video conferenza via Mogulus ci saranno alcuni esperti del settore. Marco Traferri, il podcaster-man e molto altro, come sempre modererà l'incontro. Tra i relatori ci saranno: Luca Lorenzetti, Vittorio Pasteris, Gaspar Torriero, Matteo Marchellie Daniele Minotti.
In videoconferenza da Milano ci sarà Enrica Garzilli, docente di discipline orientali (Delhi, Harvard, Perugia, Macerata), presidente dell’Asiatica Association, autore di numerosi volumi e articoli specialistici fra cui un libro sulla politica fascista in Oriente. Enrica è una blogger molto seguita, la trovate su Orientalia4All. Ho scoperto che Enrica è la curatrice del primo blog italiano dedicato alla figura di Giuseppe Tucci considerato uno dei massimi studiosi occidentali delle culture asiatiche di tutto il Novecento
. 
Nato a Macerata nel 1894, Tucci fu attratto sin da giovane dalle civiltĂ antiche. Parlava oltre a quattro lingue europee anche alcuni dialetti tibetani. Tucci, durante le sue esplorazioni, si spinse in regioni che pochi europei avevano visto, raccolse documenti, libri antichi e oggetti rituali. Nella foto lo vediamo in Tibet in occasione di uno dei suoi viaggi.
Se domani non potrete passare da Blu Mouse in Ancona, potrete seguire tutto via web.
Philippe Artias e Lydie Bouga
Due pittori, il francese Philippe Artias e il maceratese David Giovannini, si incontrano un giorno a Caldarola. Eno Santecchia ci racconta....
Nell’aprile 1977 David Giovannini, impaziente d’imparare e già preso dall’inquietudine degli artisti, era studente dell’Accademia di Belle Arti maceratese. Alla guida della sua Citroen Dyane 6 azzurra, da Tolentino, si recò a far visita al pittore francese Philippe Artias. Il maestro, esponente di primo piano della "Nouvelle Ecole” di Parigi, allora 65enne, viveva in contrada Colcù 5 di Caldarola. Con poche pennellate Giovannini ci affresca quell’incontro, senz’altro emozionante e gratificante allo stesso tempo. “Avevo il desiderio di ascoltare un parere sulle mie opere di quel periodo in cui frequentavo l’Accademia con il maestro Remo Brindisi. Seppi che Artias viveva in una casa isolata a Caldarola, telefonai chiedendo un appuntamento. Artias mi rispose, con gentilezza e con entusiasmo, che potevo andare quando volevo. Un giorno, presi alcuni dei miei quadri di un genere di pittura affine alla sua (ricerca di colore con un’espressione tonale, una pittura piatta, grigia un po’ morandiana) e mi recai a fargli visita. La sua casa era un rifugio, una sistemazione quasi bohemienne, piena di pace e di serenità che portava a una proficua creatività . Ammirai e in seguito sognai quell’ambiente consono al mio modo di vivere a contatto con la natura e volto a ottenere la massima concentrazione. Appena mi ricevette nella sua abitazione-studio mi mostrò tutta la sua vecchia e recente produzione, illustrandomi dettagliatamente il contenuto e la tecnica di ogni opera. Grandi tele erano collocate nella stanza da letto, nell’ingresso, nel soggiorno e addirittura in cantina, dove lui dipingeva. Mi trovai di fronte un uomo signorile, molto sensibile e curioso che mi mise subito a mio agio. Si entusiasmò vedendo il mio interesse per la sua pittura; notai la sua impazienza e curiosità per vedere i miei quadri. Dopo aver visto sì grandi opere, mi sentii a disagio confrontandole mentalmente con le mie. Invece non mi fece pesare affatto la sua esperienza, invitandomi ad appoggiare i miei dipinti uno vicino all’altro, prima alla luce solare e poi, entusiasta, mi fece accomodare nel soggiorno. Chiamò la sua donna per un parere. Scese dal piano superiore e comparve nello studio una bella donna trentenne, alta, dai capelli lunghi biondi; dal suo esprimersi notai che proveniva dai paesi dell’est europeo. La donna s’inseriva molto spesso nei pareri di Philippe, seppi poi che era una grande critica d’arte. Notai che tra di loro c’era una profonda intesa e le loro opinioni collimavano. Il parere di Artias fu talmente positivo, come del resto quello della sua convivente; si entusiasmarono e mi fecero seri incoraggiamenti. Artias mi trattenne più di un’ora dandomi dei consigli e portandomi continuamente su e giù dallo studio al soggiorno e alla camera da letto che si trovavano su piani diversi, facendo delle correlazioni tra la sua opera e la mia. Mi sembrò di assistere a una lezione accademica. Fui veramente colpito dalla loro competenza e sincerità ; i loro elogi mi riempirono di un entusiasmo e di una gioia immensi. I suoi consigli e gli insegnamenti del maestro Remo Brindisi e del grande Pietro Annigoni che avevo conosciuto a Ponte Buggianese (PT), intento ad affrescare una chiesa, mi sono stati molto utili negli anni a completare la mia esperienza artistica. Rividi Philippe Artias e la sua compagna in alcune mostre, furono curiosi e mi rivolsero varie domande sulla mia attività artistica e sul proseguimento della professione”.
Dopo qualche anno anche David Giovannini si creò il suo rifugio-bottega d’arte nella frazione Aschio di Visso, dove tuttora prosegue la sua attività . Dopo trentasei anni di carriera l’artista continua a sperimentare varie tecniche: affresco con relativo strappo, acqueforti, acquetinte, litografia su pietra, curando personalmente la stampa. Ecco una delle sue opere.

Con l’attività pittorica si conclude il suo linguaggio artistico. Ottiene eccellenti consensi di pubblico e di critica e le sue opere sono esposte nelle migliori pinacoteche d’Italia e a Cracovia in Polonia.
Eno Santecchia
-Per tutti quelli che non sanno che la Vallata del Potenza, è una delle aree archeologiche più interessanti delle Marche,
-Per tutti quelli che non sanno che a Sud dell’attuale centro abitato di Porto Recanati, un tempo sorgeva una colonia romana.
-Per tutti quelli che non conoscono Potentia
-Per tutti quelli che non sanno che Potentia fu realizzata tenendo conto della conformazione della valle e nei dieci anni successivi alla sua fondazione, grazie al censore romano Fulvio Flacco, vedeva realizzate numerose opere importanti quali un tempio dedicato a Giove, l’acquedotto, la rete fognaria, le mura di cinta a pianta quadrata ed il Foro con le botteghe.
-Per tutti quelli che non sanno che durante gli scavi sono stati rinvenuti numerosi reperti: dai corredi funerari ritrovati nella zona della necropoli, alle iscrizioni e alle statue in marmo.
-Per tutti quelli che non sanno che l’area archeologica è stata dotata di un’aula didattica, in cui è possibile prendere lezioni concernenti la storia della città e le metodologie di scavo, previa richiesta da inoltrare al Comune di Porto Recanati o alla Soprintendenza Archeologica delle Marche.
-Per tutti quelli che non sanno che grazie ai volontari dell’associazione Archeoclub locale, da maggio a settembre, l’area sarà visitabile il pomeriggio, durante i weekend, ecco qualche immagine scattata negli ultimi giorni.

Gualdo è il borgo del maceratese che da numerosi ani ospita la XII edizione di "Formaggi d'Autore": mostra Mercato dedicata alle eccellenze della tradizione casearia italiana. Formaggi d'Autore, è promossa dall'Associazione Gualdo Terzo Millennio, in collaborazione con Slow Food Marche. Domenica ho fatto un giro in paese e tra gli stands. Mentre mi avvicinavo a Gualdo, le frecce mi preannunciano che ci sarebbe stato anche il gelato dei presidi Slow Food di cui avevo sentito già parlare. Non troppo bene per la verità . Sono gelati distribuiti da Slow Food, griffati con la chiocciolina ma prodotti dalla azienda torinese Menodiciotto. Il totem mi ha indicato tutti i gusti disponibili del gelato, erano Vaniglia di Mananara, Pesca tardiva di Leonforte, il Pistacchio di Bronte, Fragola di Ribera, mandarino di Canciulli, cacao nacional (Ecuador), non il solito limone ma il limone sfusato d'Amalfi. Novità ! c’era anche il gusto parmigiano da assaggiare con il gusto pere. Alla fine ho scelto il gusto caffè e cacao. Niente di entusiasmante, ma è buono pulito e giusto come sostiene il fondatore Carlo Petrini e una percentuale della somma spesa è destinata alla Fondazione Slow Food per la Biodiversità - ONLUS. Insomma non mangi solo un gelato, devi pensare che stai sostenendo un presidio e i produttori di qualche regione lontana. In fondo Carlo Petrini è stato inserito dal quotidiano inglese The Guardian nella lista dei 50 uomini che potrebbero salvare il pianeta, Il Time lo ha incluso tra gli eroi del nostro tempo. Mi sono detta: Giovi: Stai facendo una cosa buona, pulita e giusta, non pensare ai 2,50 euro della coppetta di plastica. Peccato che l'azienda torinese di gelati Meno 18 però sul sito non riporti dati e notizie sul gelato dei Presidi.
Tra le bancarelle, non mancavano i libri della Slow Food.
Non mancava il cibo da strada, olive all’ascolana e pecorino fritto.
Troppo presto per la degustazione guidata, mi sono avviata lungo il vialetto per vedere le bancarelle, sembrava di essere alle solite sagre di paese tra ciauscoli e fiaschetti di vino cotto. Cosa ho imparato? che a Mogliano c’è un produttore di mozzarelle di bufale, ma il produttore aveva poca voglia di parlare. Vicino c’era un venditore di Colmurano con i suoi insaccati e salumi, tra cui anche la liquirizia di maiale, mai provata? Tra gli altri anche qualche produttore locale burlone che proponeva il pecorino dei Sibillini in versione afrodisiaca.
Sono tornata indietro tra gli stand dei produttori i cui formaggi erano inclusi tra i presidi Slow Food come Caciofiore della campagna romana, Pecorino Bagnolese,Fiore Sardo dei pastori, Canestrato di Castel del Monte e Pecorino di Farindola.
Perfino il marcetto abruzzese era proposto in veste afrodisiaca. Perché il produttore non mi ha specificato come è prodotto? E che la fermentazione è effettuata dalle larve di una mosca? l'ho scoperto solo a casa dopo aver letto in rete informazioni su come viene ottenuto. Ecco qualche scatto tra gli stands di Formaggi d'autore.
