Il divertimento a Macerata, la ricetta dell'assessore

Nuova inchiesta, vecchi risultati. L’ampio servizio che abbiamo
pubblicato giovedì sul Carlino ha dimostrato come i giovani non siano soddisfatti di
quello che offre Macerata in termini di divertimento. Le iniziative
culturali non mancano, soprattutto durante il periodo estivo, ma in molti
hanno sottolineato la mancanza di un grande locale, che magari potrebbe
essere utilizzato per la musica live. «A Macerata non c’è niente del
genere», hanno detto in molti.
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Massimiliano Bianchini, assessore comunale alla cultura, è la solita musica?
«Sì, ma sentire le varie opinioni e le proposte può solo che fare bene. Noi
cerchiamo di fare il massimo, ma gli ostacoli non mancano».
E quali sarebbero?
«I cittadini residenti nel centro storico si lamentano per gli eccessivi
rumori e spesso hanno anche presentato degli esposti, che hanno costretto a
chiudere locali come la Nina o il Caffè degli artisti. E anche altri posti,
come il Terminal, hanno sempre avuto grandi difficoltà».
E secondo lei questo atteggiamento dei residenti è sbagliato?
«Non sempre. In alcune zone della città, come in via Garibaldi e dintorni,
hanno pure ragione perché si sono verificati anche degli episodi incresciosi
da parte degli universitari che in certi casi si dovrebbero comportare
meglio. Il giovedì notte nella zona di via Garibadli dormire è praticamente
impossibile».
Ma negli altri casi?
«Per me ci vorrebbe più tolleranza da parte dei residenti e soprattutto
l’attuale legge in Italia a mio parere è troppo rigida e spero venga
cambiata. Troppi locali sono costretti a chiudere dinanzi agli esposti dei
cittadini. Bisognerebbe cercare di venirsi incontro da ambo le parti».
Quindi Macerata non è un’eccezione...
«Non credo proprio. Ma è presente una realtà controversa: in centro devono
convivere tanti universitari ma anche tanti anziani. Ricordo che la nostra è
una delle province con la media età più alta in tutta Italia e noi dobbiamo
stare attenti alle esigenze di tutti».
D’accordo sulla mancanza di un locale per la musica live?
«Sì, ma in centro è molto difficile individuare un posto adatto».
Ha qualche idea?
«Sto pensando di destinare un luogo solo per gli spettacoli. Piazza Mazzini
e piazza della Libertà possono essere la soluzione giusta».
E intanto l’estate è alle porte...
«Sarà una stagione ricca di avvenimenti con grandi concerti allo
Sferisterio».


Il primo, storico scudetto della Lube

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Domenica 21 maggio 2006, ore 19.53, Renaud Herpe mette a terra il punto partita e la Lube Banca Marche Macerata si laurea campione d'Italia per la prima volta. All'appuntamento con la storia hanno risposto presente 10.323 spettatori. Un grandissimo pubblico che ha fatto da splendida cornice al quadro più bello dipinto dalla pallavolo nelle Marche. E questa è la festa di tutta una regione che ha seguito con grande calore e grande passione la squadra biancorossa. Una squadra itinerante, che dopo i dolori degli anni passati ad Ancona, dell'anno scorso a Jesi e di quest'anno ad Osimo, ha trovato il suo Palas-portafortuna a Pesaro. E così la città di Macerata si è persa la più grande festa nella storia del suo sport. Non se la sono comunque persa tanti, tantissimi maceratesi che, dalle 20 hanno letteralmente invaso il mondoflex del Bpa Palas per portare in trionfo i propri beniamini sulle note di "We are the champions". "Un attimo di silenzio - ha gridato lo speaker - c'è un annuncio che aspettavamo da una vita: la Lube Banca Marche è campione d'Italia". E le bandiere tricolori sventolano in ogni angolo del palazzetto quando capitan Miljikovic (ancora una volta strepitoso) alza al cielo il trofeo più ambito.
L'astronave del Bpa Palas era decollata alle 18.25 con la battuta di Angel Dennis. Il grido "Lube. Lube" era già forte più di mezz'ora prima dell'inizio. Poco dopo dalle oltre 10.000 poltroncine blu di un palazzetto grande almeno il triplo di quello di Macerata si alzano tutti in piedi per l'inno nazionale, e tra il pubblico spuntano le prime bandiere tricolori. Tricolori anche i mini palloni che i giocatori lanciano al pubblico prima di aprire le danze. L'antipasto di un regalo molto più grande.

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Diecimila persone in delirio quando, nel primo set, Herpe regala alla Lube il punto del 25-21. dopo che Fei e Cisolla, travolti da un mare di fischi, mandano a rete i loro servizi. Bella anche la cornice degli striscioni: da "Lube sorprendici" a "Comunque vincenti", da "Daje Ivan, fajele Sintì-ni" all'ennesimo striscione dedicato al sindaco di Macerata: "Bisogna essere Meschini per non esserci". Da "Che m'importa della Juve io gioisco per la Lube" al toccante "Lube, 13 stelle in campo e una in cielo", in ricordo di Arki Golas, il 24enne centrale polacco morto lo scorso settembre in un incidente stradale in Austria, proprio nel suo primo viaggio alla volta di Macerata. La quattordicesima stella che dal cielo ha guidato la Lube alla conquista del suo primo scudetto. In panchina, invece, l'ha guidata Fefè De Giorgi, che ha fatto subito centro al suo primo anno maceratese. E alla fine i giocatori della Lube lo hanno portato in trionfo mentre le diecimila voci del Bpa Palas cantavano "Siamo noi, siamo noi, i campioni dell'Italia siamo noi". Macerata ha battuto la "corazzata" Treviso. Macerata è sul tetto d'Italia. Macerata ha realizzato un suo grande sogno.

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Grazie ragazzi!

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