Elettra Luchetti
Un’insegnante maceratese di Danza Terapia
Elettra Luchetti è un'insegnante maceratese di danza terapia. Una materia di cui, almeno nel nostro territorio, si ignorava quasi l'esistenza. Elettra dopo diversi anni passati a studiare in altre città d'Italia e all'estero, ha deciso di farla conoscere anche nel nostro territorio e in questa intervista che ci ha concesso ne spiega le ragioni.
Vogliamo spiegare un po' la storia della danza terapia?
“La danza terapia nasce negli anni '40 in America grazie al lavoro di tante ballerine che in una situazione di crisi dopo la guerra, hanno aiutato molti soldati e persone con disturbi psicologici e della personalità con una terapia nuova. Loro sono entrate persino nelle cliniche di psichiatria e di cura per aiutare questi soldati, questi reduci, ma hanno aiutato anche bambini con problemi ad uscire da tante situazioni di isolamento, di dissociazione. E poi questa cosa ha preso strada anche in Europa fino ad oggi”.
Che cosa è la danza terapia?
“Nella danza terapia, innanzitutto, si lavora sulla tensione muscolare, sul dare consapevolezza corporea ai ragazzi magari in maniera assistita o comunque individuale per poter essere capaci di gestire il proprio corpo e, quindi, di avere un'immagine, una consapevolezza, delle proprie possibilità a livello fisico. Da qui, spesso, in maniera naturale, inconscia, anche molto creativa, viene fuori la consapevolezza del sè, la consapevolezza di poter creare; quindi la capacità di esprimere attraverso i propri movimenti più che con le parole le proprie sensazioni, da qui noi terapeuti riusciamo a trarre il modo per poi aiutarli insomma, trarre delle soluzioni che vadano a loro vantaggio”.
Attraverso quali studi si ottiene l'abilitazione ad insegnare la danza terapia?
“La maggior parte dei danza terapeuti vengono da un percorso di studi di anni di danza. Può essere accademica poi, sicuramente, hanno proseguito con la danza moderna e contemporanea. Altri, invece, vengono dalla pedagogia, dalla psicologia e vogliono insegnanti anche delle scuole elementari, materne, piuttosto che superiori perchè capiscono che c'è un mezzo fisico, corporeo, che può arrivare a comunicare con il ragazzo prima delle parole, come poi in fondo la storia ci insegna e, quindi, anche i mezzi di danza terapia sono diversi. Uno dei tanti che è l'espressione primitiva si avvale di tutte queste movenze arcaiche, mitiche, primitiche, per arrivare proprio alla comunicazione con il ragazzo”.
A chi è aperta la danza terapia?
“La danza terapia è per tutti. E’ una terapia che serve a liberarsi da tanti tabù sia fisici e prima ancora psicologici. Io lavoro spesso con bambini, gruppi eterogenei di bambini normodotati e poi con diverse abilità. Per cui all'interno del gruppo posso lavorare tranquillamente, perchè lo verifico costantemente, con uno o al massimo due bambini che hanno diverse abilità e in un gruppo per agevolare la socializzazione perchè spesso i bambini si chiudono in un isolamento che non permette agli altri di aiutarli. Viceversa è una terapia per i normodotati perchè li aiuta a creare il gruppo, l'equipe, il lavoro di squadra, la socializzazione. Poi è un po' come nelle tribù africane dove la danza è un momento di socializzazione, di divertimento e di scambio di rituali. Quindi va bene a tutti, va bene agli adulti perchè si basa anche sulla respirazione, sempre la socializzazione è al centro dell'ora di danza terapia e ci si può avvalere anche della comunicazione verbale per poi liberarsi e chiedere perchè hai creato questo passo? Lì viene proprio fuori il lavoro del terapeuta e la soddisfazione di aver tirato fuori un malloppo dallo stomaco a tutti quelli che partecipano”.
Perchè hai voluto insegnare questa materia?
“Perchè ho iniziato con la danza accademica che, dopo un po', non mi andava più poiché ero costretta entro certi canoni e ripetizioni tecniche virtuose. Sono passata alla danza moderna e, dopo un po', ho capito che anche la danza moderna aveva i suoi canoni anche se è più libera. Con la contemporanea ho capito che potevo fare di più. Poi è subentrato un incidente stradale che mi ha imposto uno stop per diversi anni e lì grazie allo yoga e ad altre tecniche orientali e riprendendo la danza, lentamente ho capito che la danza si avvaleva di altro che era prima movimento e poi studio. Ho ricominciato così riprendendo le mie forze soprattutto lottando per recuperare tutte quelle tensioni muscolari articolatorie che avevo perso. Ricominciare da capo è stato duro ed essendo avvenuto tutto in età adulta ho voluto comunicare agli altri le mie sensazioni e far capire che si può sempre ripartire”.
Un’insegnante maceratese di Danza Terapia
Elettra Luchetti è un'insegnante maceratese di danza terapia. Una materia di cui, almeno nel nostro territorio, si ignorava quasi l'esistenza. Elettra dopo diversi anni passati a studiare in altre città d'Italia e all'estero, ha deciso di farla conoscere anche nel nostro territorio e in questa intervista che ci ha concesso ne spiega le ragioni.
Vogliamo spiegare un po' la storia della danza terapia?
“La danza terapia nasce negli anni '40 in America grazie al lavoro di tante ballerine che in una situazione di crisi dopo la guerra, hanno aiutato molti soldati e persone con disturbi psicologici e della personalità con una terapia nuova. Loro sono entrate persino nelle cliniche di psichiatria e di cura per aiutare questi soldati, questi reduci, ma hanno aiutato anche bambini con problemi ad uscire da tante situazioni di isolamento, di dissociazione. E poi questa cosa ha preso strada anche in Europa fino ad oggi”.
Che cosa è la danza terapia?
“Nella danza terapia, innanzitutto, si lavora sulla tensione muscolare, sul dare consapevolezza corporea ai ragazzi magari in maniera assistita o comunque individuale per poter essere capaci di gestire il proprio corpo e, quindi, di avere un'immagine, una consapevolezza, delle proprie possibilità a livello fisico. Da qui, spesso, in maniera naturale, inconscia, anche molto creativa, viene fuori la consapevolezza del sè, la consapevolezza di poter creare; quindi la capacità di esprimere attraverso i propri movimenti più che con le parole le proprie sensazioni, da qui noi terapeuti riusciamo a trarre il modo per poi aiutarli insomma, trarre delle soluzioni che vadano a loro vantaggio”.
Attraverso quali studi si ottiene l'abilitazione ad insegnare la danza terapia?
“La maggior parte dei danza terapeuti vengono da un percorso di studi di anni di danza. Può essere accademica poi, sicuramente, hanno proseguito con la danza moderna e contemporanea. Altri, invece, vengono dalla pedagogia, dalla psicologia e vogliono insegnanti anche delle scuole elementari, materne, piuttosto che superiori perchè capiscono che c'è un mezzo fisico, corporeo, che può arrivare a comunicare con il ragazzo prima delle parole, come poi in fondo la storia ci insegna e, quindi, anche i mezzi di danza terapia sono diversi. Uno dei tanti che è l'espressione primitiva si avvale di tutte queste movenze arcaiche, mitiche, primitiche, per arrivare proprio alla comunicazione con il ragazzo”.
A chi è aperta la danza terapia?
“La danza terapia è per tutti. E’ una terapia che serve a liberarsi da tanti tabù sia fisici e prima ancora psicologici. Io lavoro spesso con bambini, gruppi eterogenei di bambini normodotati e poi con diverse abilità. Per cui all'interno del gruppo posso lavorare tranquillamente, perchè lo verifico costantemente, con uno o al massimo due bambini che hanno diverse abilità e in un gruppo per agevolare la socializzazione perchè spesso i bambini si chiudono in un isolamento che non permette agli altri di aiutarli. Viceversa è una terapia per i normodotati perchè li aiuta a creare il gruppo, l'equipe, il lavoro di squadra, la socializzazione. Poi è un po' come nelle tribù africane dove la danza è un momento di socializzazione, di divertimento e di scambio di rituali. Quindi va bene a tutti, va bene agli adulti perchè si basa anche sulla respirazione, sempre la socializzazione è al centro dell'ora di danza terapia e ci si può avvalere anche della comunicazione verbale per poi liberarsi e chiedere perchè hai creato questo passo? Lì viene proprio fuori il lavoro del terapeuta e la soddisfazione di aver tirato fuori un malloppo dallo stomaco a tutti quelli che partecipano”.
Perchè hai voluto insegnare questa materia?
“Perchè ho iniziato con la danza accademica che, dopo un po', non mi andava più poiché ero costretta entro certi canoni e ripetizioni tecniche virtuose. Sono passata alla danza moderna e, dopo un po', ho capito che anche la danza moderna aveva i suoi canoni anche se è più libera. Con la contemporanea ho capito che potevo fare di più. Poi è subentrato un incidente stradale che mi ha imposto uno stop per diversi anni e lì grazie allo yoga e ad altre tecniche orientali e riprendendo la danza, lentamente ho capito che la danza si avvaleva di altro che era prima movimento e poi studio. Ho ricominciato così riprendendo le mie forze soprattutto lottando per recuperare tutte quelle tensioni muscolari articolatorie che avevo perso. Ricominciare da capo è stato duro ed essendo avvenuto tutto in età adulta ho voluto comunicare agli altri le mie sensazioni e far capire che si può sempre ripartire”.
