OLIMPIADI CINESI
Una proposta da non sottovalutare
Poiché non ci sono le condizioni per un eventuale boicottaggio delle Olimpiadi e poiché sarà difficilissimo che eventuali manifestazioni pacifiche di protesta potranno avvenire sul territorio cinese (e seppure avvenissero sarebbe difficilissimo che la Stampa possa tranquillamente riprenderle) l’unico modo, a mio avviso, per cercare di fare pressione sulle autorità cinesi è quello di concordare, almeno a livello europeo, una forma di pressione “visiva” mai messa in atto prima. Una forma di pressione pacifica e non violenta che potrebbe avere un impatto mediatico immenso. I vari Governi, in accordo con i propri Comitati Olimpici, dovrebbero disegnare (o ridisegnare) la tuta e il vestito che gli atleti useranno sia nelle cerimonie (apertura e chiusura) che durante le gare. Sul petto, delle tute e dei vestiti, gli atleti dovrebbero portare una bandiera tibetana che sia chiaramente visibile. Una piccola bandiera sul petto (20 cm x 20) che sia individuabile in TV. Un’azione del tutto non violenta e civile per dimostrare solidarietà con il popolo tibetano e dissenso verso la politica repressiva cinese.
Gianfranco Cerasi
Una proposta da non sottovalutare
Poiché non ci sono le condizioni per un eventuale boicottaggio delle Olimpiadi e poiché sarà difficilissimo che eventuali manifestazioni pacifiche di protesta potranno avvenire sul territorio cinese (e seppure avvenissero sarebbe difficilissimo che la Stampa possa tranquillamente riprenderle) l’unico modo, a mio avviso, per cercare di fare pressione sulle autorità cinesi è quello di concordare, almeno a livello europeo, una forma di pressione “visiva” mai messa in atto prima. Una forma di pressione pacifica e non violenta che potrebbe avere un impatto mediatico immenso. I vari Governi, in accordo con i propri Comitati Olimpici, dovrebbero disegnare (o ridisegnare) la tuta e il vestito che gli atleti useranno sia nelle cerimonie (apertura e chiusura) che durante le gare. Sul petto, delle tute e dei vestiti, gli atleti dovrebbero portare una bandiera tibetana che sia chiaramente visibile. Una piccola bandiera sul petto (20 cm x 20) che sia individuabile in TV. Un’azione del tutto non violenta e civile per dimostrare solidarietà con il popolo tibetano e dissenso verso la politica repressiva cinese.
Gianfranco Cerasi
